Luglio 2023, Ecovillaggio Panta Rei. Una nuova esperienza, da sola, zaino e tenda in spalla, in mezzo a centinaia di persone a fare esperienze decisamente fuori dall’ordinario.
Ero partita sbriciolata, tutto sembrava disallineato rispetto alla vita che avevo sempre desiderato e mi ero impegnata a ottenere.
Lavoro, amore, porte chiuse.
Ero immersa in una natura che parlava piano, fatta di vento tra le foglie, di silenzi condivisi e voci che si cercavano. Un’esperienza intensa, profonda. Una di quelle che non ti lasciano come ti hanno trovato.
In poche ore, sguardi gentili, braccia aperte, cuori illuminati mi accolgono, senza chiedermi perché fossi lì. Inizia la mia rinascita, ma soprattutto ritrovo me stessa, la mia essenza, il sapersi meravigliare, la gioia, la serenità.
Ritorno alle origini, alla missione di vita.
Da quel momento, tutto torna a scorrere, in primis la mia voce.
PANTA REI.
Tra le esperienze vissute, una mi è rimasta impressa più di tutte: una spirale umana. Eravamo uno accanto all’altro, intrecciati. Un gesto semplice e potente.
La spirale – simbolo sacro, primordiale – che si apre verso destra, rappresenta l’espansione, la vita che si muove, il potenziale che prende forma.
In quel momento ho compreso con chiarezza qualcosa che oggi è il cuore del mio lavoro:
ogni comunicazione autentica è una spirale che si apre.
Non un gesto tecnico. Non una performance.
Ma un fluire che parte da dentro, si allinea con chi siamo, e si espande. Raggiunge l’altro. Lo tocca.
Lo trasforma.
Come?
Solo se smetti di trattenere.
Solo se lasci spazio.
Alla voce. Al corpo. Alla tua verità.
All’ascolto profondo di chi hai davanti.
Ogni volta che parli, che ti esponi, che desideri arrivare a qualcuno, chiediti:
Sto trattenendo o sto lasciando fluire?
Io, da quel giorno, ho scelto. E ogni volta che salgo su un palco, che accompagno una voce o che disegno un percorso, torno lì. In quella spirale, intrecciata ad altre storie, che si espande e diventa forza generativa o trasformativa.